Superintelligenza in Italia: cosa cambia per professionisti e imprese

La superintelligenza, in Italia, resta un concetto di ricerca: il nome «Super Intelligence» adottato nel 2026 dal governo federale degli Stati Uniti vincola soltanto il loro ramo esecutivo. Nel diritto italiano ed europeo la categoria giuridica è il «sistema di IA» dell'AI Act. Per professionisti e imprese conta leggere bene i documenti americani e conoscere la Legge 132/2025.

Sono Rafael Patron, Chief AI Officer di Intarget DMCC e Presidente del Comitato Tecnico-Scientifico di AIPIA, e curo questo progetto. In questa pagina scrivo in prima persona e a titolo personale: le opinioni sono mie, i fatti hanno una fonte. Mi interessa una domanda pratica: che cosa significa, per chi lavora in Italia, che negli Stati Uniti l’intelligenza artificiale abbia cambiato nome.

1rafaelpatron.com

Il nome cambia negli Stati Uniti, la categoria resta in Europa

Il 29 settembre 2026 l’ordine esecutivo 14434 ha stabilito una regola per il ramo esecutivo federale degli Stati Uniti: usare «Super Intelligence» e «SI» al posto di «Artificial Intelligence» e «AI». Non entro nel merito della scelta politica. Osservo che l’ordine si rivolge alle agenzie federali e ai loro documenti, non ai cittadini o alle imprese di altri Paesi.

2EO 14434, 2026

Nel diritto dell’Unione europea la categoria di riferimento resta il «sistema di IA», definito dall’articolo 3, punto 1, dell’AI Act. È un sistema automatizzato che, per obiettivi espliciti o impliciti, deduce dall’input come generare output come previsioni, contenuti, raccomandazioni o decisioni. La definizione descrive un funzionamento, non un livello di capacità.

3AI Act, 2024

La Legge 132/2025 parla di intelligenza artificiale e stabilisce che le sue norme vanno interpretate in modo conforme all’AI Act. Per chi lavora in Italia, quindi, il vocabolario giuridico non cambia. Cambia il vocabolario di una parte dei documenti che arrivano dagli Stati Uniti.

4Legge 132/2025, Normattiva

Quando «SI» compare in documenti, contratti e materiali di fornitori americani

Il primo punto da fissare è il significato. Secondo la sezione 3 dell’ordine, «SI» indica le tecnologie e i sistemi compresi nella definizione di «artificial intelligence» di 15 U.S.C. 9401(3). Un documento federale che parla di SI parla quindi di intelligenza artificiale nel senso della legge statunitense del 2020, non della superintelligenza di cui scrivono i ricercatori.

2EO 14434, 2026

Il secondo punto riguarda i documenti già esistenti. L’ordine precisa che regolamenti, atti presidenziali, contratti e sovvenzioni già emessi non vanno modificati. Un contratto firmato prima del 29 settembre 2026 con un’agenzia federale conserva quindi la terminologia originale, e lo stesso vale per gli allegati tecnici che vi rinviano.

5EO 14434, PDF

Il terzo punto è la coerenza interna dei testi. Nella scheda della Casa Bianca del 29 settembre anche i documenti precedenti vengono richiamati con la nuova sigla. Il piano del luglio 2025, per esempio, diventa un piano per «vincere la corsa SI». Quando un materiale americano cita un documento anteriore, conviene risalire al titolo con cui è stato pubblicato.

6Scheda Casa Bianca, 29 settembre 2026

Il quarto punto è che la forma non è uniforme neppure negli Stati Uniti. L’ordine 14432, firmato lo stesso giorno, scrive «super intelligence» in minuscolo. La California, con l’ordine esecutivo N-10-26 del 30 settembre 2026, ha stabilito che le agenzie statali continuino a usare «Artificial Intelligence».

7California, EO N-10-26

Da queste premesse ricavo una regola di lavoro che applico e che suggerisco. Quando trovo «SI» in una scheda prodotto, in un’offerta o in un contratto di un fornitore americano, lo leggo come «sistema di IA» e procedo alla classificazione secondo l’AI Act. La classificazione dipende da che cosa fa il sistema e dall’uso previsto, non dall’etichetta commerciale.

3AI Act, 2024

Per i modelli di grandi dimensioni c’è un riferimento oggettivo. L’articolo 51 dell’AI Act presume il rischio sistemico di un modello per finalità generali quando il calcolo usato per addestrarlo supera 10²⁵ operazioni in virgola mobile. Un modello presentato come «Super Intelligence» resta sotto questa soglia o la supera in base ai numeri, non al nome, come qualunque modello dei laboratori elencati in Chi sta costruendo la superintelligenza.

3AI Act, 2024

Anche il calendario va tenuto a mente nelle trattative. Il Regolamento (UE) 2026/1744 ha spostato le date per i sistemi ad alto rischio. Gli obblighi per quelli dell’allegato III si applicano dal 2 dicembre 2027, quelli per l’allegato I dal 2 agosto 2028. Le date sono riportate nella pagina sulle regole, con il calendario completo dell’AI Act.

8Reg. (UE) 2026/1744

Tre domande da porre a un fornitore

Quando valuto un’offerta che usa la nuova terminologia americana, parto da tre domande. Non richiedono competenze giuridiche specialistiche, ma permettono di riportare il documento dentro il quadro europeo.

La prima domanda riguarda la funzione: che cosa fa il sistema e per quale uso è previsto. È l’informazione che serve per capire se si tratta di un sistema di IA ai sensi dell’articolo 3 dell’AI Act e in quale categoria di rischio ricade.

3AI Act, 2024

La seconda riguarda il modello sottostante. Se il fornitore integra un modello per finalità generali, conviene chiedere se il calcolo di addestramento supera la soglia di 10²⁵ operazioni in virgola mobile, oltre la quale l’AI Act presume il rischio sistemico.

3AI Act, 2024

La terza riguarda la data dei documenti. Un contratto o un allegato tecnico anteriore al 29 settembre 2026 conserva la terminologia originale, perché l’ordine esecutivo esclude la modifica dei documenti già emessi. Un documento successivo può usare «SI» per indicare la stessa cosa.

5EO 14434, PDF

Le risposte a queste domande servono anche al professionista che deve informare il proprio cliente, come richiede la legge italiana. È il tema della sezione che segue.

Competenze e formazione dei professionisti

La Legge 132/2025 contiene una norma che riguarda direttamente il lavoro dei professionisti. L’articolo 13 ammette l’uso dell’IA nelle professioni intellettuali solo per attività strumentali e di supporto, con prevalenza del lavoro intellettuale. Il professionista deve informare il cliente sui sistemi di IA che utilizza.

4Legge 132/2025, Normattiva

Leggo in questa norma un’indicazione sulle competenze. Per dimostrare che il lavoro intellettuale prevale, il professionista deve sapere che cosa fa lo strumento, dove si ferma e come verificarne il risultato. Per informare il cliente in modo comprensibile deve conoscere il sistema meglio di quanto serva a usarlo.

4Legge 132/2025, Normattiva

Lo stesso vale nei rapporti di lavoro. L’articolo 11 richiede che l’IA sia usata in modo sicuro e trasparente, senza contrasto con la dignità umana, e obbliga il datore di lavoro a informare il lavoratore. Chi introduce questi strumenti in un’organizzazione ha quindi bisogno di competenze di governance, oltre che tecniche.

4Legge 132/2025, Normattiva

Esistono poi obblighi che riguardano i contenuti. L’articolo 26 della legge introduce il reato di diffusione illecita di contenuti generati o alterati con l’IA, punito con la reclusione da uno a cinque anni.

4Legge 132/2025, Normattiva

L’articolo 25 limita la tutela del diritto d’autore alle opere frutto del lavoro intellettuale dell’autore, anche quando create con l’ausilio dell’IA. Per chi produce testi, immagini o progetti con questi strumenti, documentare il proprio contributo diventa parte del lavoro.

4Legge 132/2025, Normattiva

Il punto di riferimento istituzionale, in Italia, è definito dall’articolo 20. L’Agenzia per l’Italia digitale e l’Agenzia per la cybersicurezza nazionale sono le Autorità nazionali per l’intelligenza artificiale, mentre Banca d’Italia, CONSOB e IVASS mantengono la vigilanza nei rispettivi settori.

4Legge 132/2025, Normattiva

Il quadro internazionale

Oltre all’AI Act, c’è uno strumento del Consiglio d’Europa che riguarda l’Unione europea. Il 15 maggio 2026 l’Unione ha ratificato a Chișinău la Convenzione quadro sull’intelligenza artificiale, durante la 135ª sessione del Comitato dei Ministri.

9Consiglio d’Europa, 2026

Sul piano globale, la risoluzione A/RES/79/325 dell’Assemblea Generale ha istituito nel 2025 un Panel scientifico internazionale indipendente sull’IA e un Dialogo globale sulla sua governance. Per chi lavora in Italia il riferimento operativo resta l’AI Act, ma questi tavoli indicano dove si discutono le regole dei prossimi anni.

10A/RES/79/325

Il ruolo delle associazioni professionali

Le associazioni professionali possono offrire ai propri iscritti formazione continua e standard condivisi. Lo dico partendo dall’esperienza di un’associazione allo sviluppo della quale ho contribuito, insieme ai soci e agli altri organi: AIPIA, l’Associazione Italiana Professionisti dell’Intelligenza Artificiale.

11AIPIA, documenti

AIPIA è un’associazione professionale senza scopo di lucro ai sensi della Legge 4/2013.

11AIPIA, documenti

L’atto costitutivo e lo statuto dell’associazione sono del 23 maggio 2025.

12AIPIA, storia

Tra le attività che l’associazione dichiara figurano la tutela professionale, la formazione continua, la rappresentanza istituzionale e la definizione di standard professionali. Su questo sito l’associazione non esprime posizioni: quelle di questa pagina sono mie.

13AIPIA, chi siamo

Il lavoro sul linguaggio mi sembra una delle cose più utili che un’associazione possa fare in un momento come questo. Ho curato il «Glossario dell’intelligenza artificiale. Termini, norme, professioni», primo volume della collana AIPIA Studies in Applied AI, pubblicato il 10 settembre 2026 con licenza CC BY 4.0.

14Glossario AIPIA, 2026

Il volume raccoglie 162 concetti in 11 ambiti. Un glossario condiviso aiuta a distinguere ciò che il diritto definisce, come il sistema di IA, da ciò che la ricerca ipotizza, come la superintelligenza. È la stessa distinzione su cui si regge questo progetto.

15Glossario AIPIA, 2026

La parola e la cosa, viste dall’Italia

La parola

«SI» è un nome amministrativo statunitense. In Italia, davanti a un documento che lo usa, lo traduco in «sistema di IA» e applico l’AI Act e la Legge 132/2025.

La cosa

La superintelligenza resta un’ipotesi di ricerca: un intelletto che supera di molto le migliori menti umane in quasi ogni campo. Nessuna delle norme italiane o europee descritte qui la regola come categoria a sé.

16Bostrom, 1998

La differenza tra le due nozioni è spiegata in Cos’è la superintelligenza, mentre il testo dell’ordine è analizzato nella pagina su Super Intelligenza (SI). Chi vuole sapere chi sono e perché curo questo progetto trova il mio profilo nella pagina Rafael Patron.

2EO 14434, 2026

Domande frequenti

Se un fornitore americano scrive SI nel contratto, cosa cambia per me?

Nella sostanza nulla. Dal 29 settembre 2026 «SI» è il nome che il governo federale degli Stati Uniti usa per i sistemi che la sua legge definisce intelligenza artificiale. Ai fini dell'AI Act conta che cosa fa il sistema, non come lo chiama il fornitore. Il testo dell'ordine è descritto nella pagina su Super Intelligenza (SI).

Un professionista italiano può usare l'IA nel proprio lavoro?

Sì, con i limiti dell'articolo 13 della Legge 132/2025. L'IA è ammessa per attività strumentali e di supporto, con prevalenza del lavoro intellettuale del professionista, che deve informare il cliente. Il quadro completo delle norme italiane ed europee è nella pagina sulle regole.

Quali autorità vigilano sull'IA in Italia?

La Legge 132/2025 designa l'Agenzia per l'Italia digitale (AgID) e l'Agenzia per la cybersicurezza nazionale (ACN) come Autorità nazionali per l'intelligenza artificiale. Banca d'Italia, CONSOB e IVASS mantengono i compiti di vigilanza del mercato nei rispettivi settori.

AIPIA ha preso posizione sul nome SI?

No. Su questo sito AIPIA non esprime posizioni. Questa pagina è firmata da Rafael Patron a titolo personale. I fatti verificati sull'associazione, dalla data di costituzione alle attività dichiarate, sono raccolti nella pagina dedicata all'associazione.

Fonti

  1. Rafael Patron, Sito ufficiale, rafaelpatron.com, 2026. rafaelpatron.com
  2. The White House, Executive Order 14434, Inaugurating The Era Of Super Intelligence, whitehouse.gov, 2026. whitehouse.gov
  3. Parlamento europeo e Consiglio, Regolamento (UE) 2024/1689 (regolamento sull’intelligenza artificiale), Gazzetta ufficiale dell’Unione europea, EUR-Lex, 2024. eur-lex.europa.eu
  4. Legge 23 settembre 2025, n. 132 (testo vigente), Normattiva, 2025. normattiva.it
  5. The White House, Executive Order 14434 (PDF), whitehouse.gov, 2026. whitehouse.gov
  6. The White House, Fact Sheet: President Donald J. Trump Inaugurates the Era of Super Intelligence, whitehouse.gov, 2026. whitehouse.gov
  7. Governatore della California, Executive Order N-10-26, gov.ca.gov, 2026. gov.ca.gov
  8. Parlamento europeo e Consiglio, Regolamento (UE) 2026/1744 (Omnibus digitale sull’IA), Gazzetta ufficiale dell’Unione europea, EUR-Lex, 2026. eur-lex.europa.eu
  9. Consiglio d’Europa, European Union ratifies the Council of Europe Framework Convention on Artificial Intelligence, coe.int, 2026. coe.int
  10. Assemblea Generale delle Nazioni Unite, Risoluzione A/RES/79/325, Nazioni Unite, 2025. un.org
  11. AIPIA, Trasparenza, documenti, aipia.it, 2026. aipia.it
  12. AIPIA, Storia, aipia.it, 2026. aipia.it
  13. AIPIA, Chi siamo, aipia.it, 2026. aipia.it
  14. Rafael Patron (a cura di), Glossario dell’intelligenza artificiale. Termini, norme, professioni, Zenodo, AIPIA Studies in Applied AI, 1, 2026. zenodo.org
  15. Rafael Patron (a cura di), Glossario dell’intelligenza artificiale. Termini, norme, professioni, Zenodo, AIPIA Studies in Applied AI, 1, 2026. zenodo.org
  16. Nick Bostrom, How Long Before Superintelligence?, International Journal of Futures Studies, vol. 2, 1998. nickbostrom.com

Pagine collegate